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Kodak: “Premete il bottone, noi faremo il resto”.

Scrivere con la luce“: ieri è stata la Giornata mondiale della fotografia.

Questo è il suggestivo significato della parola fotografia, dal greco photos (luce) e graphìa (scrittura). Ai suoi esordi fu accolta dal pubblico alla stregua di una magia, per arrivare ai giorni nostri in cui è parte della nostra quotidianità per merito (o a causa) degli smartphone. Siccome si tratta di una tecnologia che non smette di affascinare, ieri 19 agosto si è celebrata la Giornata mondiale della fotografia. Istituita nel 2010 su iniziativa del fotografo australiano Korske Ara, noto per le sue coloratissime foto della natura più selvaggia, coincide con la data di nascita del dagherrotipo nel 1837 circa. Fino a quella data, per avere una riproduzione su stampa era necessario pitturarla.

Per avere dei dispositivi maneggevoli si deve aspettare il 1880, anno in cui viene abbandonato l’uso del collodio per fare spazio alla gelatina al bromuro d’argento. Nasce così la prima macchina fotografica portatile Kodak pubblicizzata con la frase: «Premete il bottone, noi faremo il resto». Vengono perciò abbandonati i pesanti e complicati macchinari utilizzati fino a quel momento.

Fonte: Chiara Barison per il Corriere della Sera.

Il 19 agosto 1839 è la data in cui Daguerre presenta il brevetto del daguerrotipo all’accademia delle scienze e dall’arte di Francia riunite assieme per l’occorrenza.

Fox Talbot inizia a stampare su carta, perché il daguerrotipo è una unica foto positiva su una lastra di rame placcato argento, che non si poteva stampare.

La Kodak No. 1 di George Eastman è una fotocamera leggendaria della storia della fotografia. È il diretto successore dell’originale Kodak, che fu presentato per la prima volta nel 1888, ma la cui produzione fu interrotta nel 1889. La Kodak no. 1 è stata prodotta dal 1889 al 1895. Lo scopo principale della Kodak no. 1 era commercializzare la pellicola in rotolo di Eastman, che Eastman stesso non fu il primo a brevettare, il contenzioso con il reverendo Hannibal Goodwin si trascinò fino al 1898, che Eastman perse.

Kodak no. 1
Kodak no. 1

Il mio banco ottico d’epoca è un Carl Zeiss Jena Anastigmat 1:9, F 317 mm. / large format wooden camera.

È stato acquistato da un museo provinciale privato in Austria, che è stato sciolto di recente.

Il museo è stato fondato da un appassionato di fotografia, che ha istituito una notevole collezione.

Dimensioni approssimative 22*26*34 cm.

È un formato 13*18 cm. e l’ho acquistato ad un’asta online.

Ho ricostruito tutta la parte posteriore, perché mancante ed ho messo una chiusura per bloccare la piastra in legno dell’ottica.

Il vetro è sabbiato, perché non ho trovato un vetro smerigliato; l’ho fatto tagliare agli angoli e forare sui lati per fissarlo con viti alla standarda posteriore.

Ho realizzato in legno una ”U” per alloggiare lo chassis 4X5”, cioè un 10X12 cm.

Il banco ottico è ospitato nella parte bassa della vetrinetta inglese del mio studio, dove ai lati ci sono altri due banchi ottici privi di obiettivi e soffietti.

Ho anche acquistato uno chassis antico 4X5” dei primi del ‘900.

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