Via Fiorentina, 56 - 53100 Siena (SI)
Marchio GP Comunicazione

News

Luce flash ed infrarosso.


C’è una forte analogia tra la luce flash ed un riflettore obiettivo ad infrarosso di un Leopard I

La prima, il flash, è una luce a lampo, dai primi flash al magnesio, ai moderni generatori flash che hanno torce con bulbi di vetro contenente un gas particolare.

Intorno al bulbo c’è un filamento che è soggetto una scarica elettrica sprigionata dai generatori in meno di 1/125 di secondo, tempo di sincronizzazione dello scatto.

All’interno del bulbo avviene una esarca di elettroni, che incendia il gas e genera il lampo.

 

Un riflettore obiettivo per Leopard I e Marte è un tipo di illuminazione ad incandescenza, simile alle lampade alogene attuali, ma usato in fotografia per un’illuminazione ad infrarosso.

 

La radiazione infrarossa (IR), in fisica, è la radiazione elettromagnetica con banda di frequenza dello spettro elettromagnetico inferiore a quella della luce visibile, ma maggiore di quella delle onde radio, ovvero lunghezza d’onda compresa tra 700 nm. e 1 mm. (banda infrarossa).

Il termine significa “sotto il rosso” (dal latino infra, “sotto“), perché il rosso è il colore visibile con la frequenza più bassa.

Viene spesso associata con i concetti di “calore” e “radiazione termica“, poiché ogni oggetto con temperatura superiore allo zero assoluto (in pratica qualsiasi oggetto reale) emette spontaneamente radiazione in questa banda (per la legge di Wien aumentando la temperatura il picco di emissione si sposta sempre più verso il visibile finché l’oggetto non diviene incandescente).

 

Il 14 giugno 1851 H. F. Talbot utilizzò la luce di una forte scarica elettrica per fotografare nitidamente un oggetto in movimento.

Fu la prima flashata della storia, ma doveva passare ancora un secolo prima che il lampeggiatore elettronico diventasse una fonte di luce potente e trasportabile.

  

 

 

 

 


XXII Btg. Carri M.O. Piccinini San Vito al Tagliamento

 

Sono Carrista, con incarico di Bonificatore N.B.C. (Nucleare, Batteriologico e Chimico), ero addetto all’Ufficio Informazioni, dove il Maresciallo decifrava messaggi cifrati in caso di guerra, c’erano continue esercitazioni.

Ho fatto il CAR a Pesaro.

 

Con il fucile da guerra Garand.

Il nome del fucile deriva dall’inventore John Garand e fu uno dei primi fucili semiautomatici.

 

Foglio di congedo illimitato.

Risultati della selezione attitudinale.

Rendimento nell’incarico: “Buono”.

 

Il mio Comandante di Compagnia, Cap. Edoardo Scafati, un elicotterista, mi inviò gli ultimi tre mesi del mio servizio militare alla Brigata Meccanizzata “Gorizia” come fotografo di Brigata.

Inno della Brigata Meccanizzata “Gorizia” (A. Cati).

 

Venni inviato dal mio Maresciallo al campo di esercitazioni a San Vito al Tagliamento, dove fu schierato tutto l’armamento dell’Esercito Italiano: carri armati Leopard I, mezzi anfibi, assaltatori, caccia, enormi mezzi semoventi cingolati che posizionarono missili con testate nucleari

I Militari erano alloggiati in una palazzina osservatorio. Sul tetto un addetto guidava via radio i caccia per sganciare bombe a carica ridotta sugli obiettivi.

Io fui inviato sul campo di battaglia, c’erano i “bianchi” ed i “rossi“, che mi vennero incontro.

Non sapevano se ero “amico” o “nemico” e mi ingaggiarono, io ero a piedi e riuscii a far capire loro che ero il fotografo di Brigata.

Tutti sparavano con cariche ridotte, un carro armato prese fuoco sotto l’osservatorio.

Il Generale Canino guadagnò l’ultima sua stella con questa esercitazione.

 

Il mio Comandante accoglie il Generale Canino davanti ai nostri mezzi militari.

 

Un Tenente colonnello con tre Corone Turrite da viene accolto dal mio Comandante.

 

Il Generale Canino parla ai carristi.

 

I nostri carri armati Leopard I.

 

I nostri carri procedono in colonna ad alta velocitàkm/h. 80 – sul campo di esercitazione.

 


Riflettore obiettivo per Leopard I e Marte

Faro dell’uso obiettivo AEG BSW 301 AFFRICATO E BIANCO LIGHT / BUNDESWEHR SERBATOIO LEOPARD U. Marter. Range 800 mt.

 

 

Questo riflettore obiettivo è stato montato su veicoli a catena (Leopard I e Marte) del Bundeswehr / NATO.

 

  

 

 

Può essere commutato da sparsi sulla luce in bundle, oltre a infrarossi sulla luce bianca.

Viene azionato con una tensione CC tra 22V e 30 V, mentre “tira” a seconda della tensione tra 8.7A e 12A.

Dati della commutazione fornita Alimentazione: 240 V Tensione CA a 27 V Tensione DC max. 11,8 A.
Quale dispositivo di rete è adatto solo per il dispositivo interno e il dispositivo HMI è protetto solo da spruzzi d’acqua, c’è una scatola di plastica rossa come protezione del tempo per il funzionamento esterno.

 

 

 

Faro AEG BSW 301 / 12POL.
Cavo di collegamento del faro.
Unità di controllo FB6.
Istruzioni per l’uso con diagramma del circuito.
Piastra di fissaggio con testa a sfera e un alimentatore di commutazione 240V tensione CA a tensione DC 24V incl. 1 CONNETTORE DC. CA.
Dimensioni 375x335x350, peso 14 kg.

 

Torna alle news

2 commenti su “Luce flash ed infrarosso.

  1. Ho letto con interesse le notizie sul servizio militare che hai prestato, ti faccio i complimenti per le competenze che hai acquisito durante questa esperienza e che ancora sono oggetto delle tue passioni e dei tuoi interessi. Le scoperte scientifiche sono frutto dell’intelligenza che è dono di Dio e quindi sono una realtà meravigliosa. L’uomo è libero e quindi può decidere di usare queste scoperte per finalità non pacifiche, come sarebbe nei piani del Creatore, ma per scopi aggressivi. Questa è la triste realtà che si ripete anche in questo giorni.

    1. Sì Federica, sei perfettamente allineata con gli appelli inascoltati dei predecessori di Papa Franceso e di lui stesso: “Siamo attaccati alle guerre e questo è tragico. L’umanità, che si vanta di andare avanti nella scienza, nel pensiero, va indietro nel tessere la pace“.
      Per sdrammatizzare, come se fosse possibile, narro un aneddoto, credo carino: quando uno dei miei cugini fece il suo servizio militare, prese un foglio bianco A5 e vi mise tutti i timbri che trovò, non mi ricordo di quale reggimento. Mi nominò Comandante degli Ussari Neri! Bel ricordo…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

invia una email a GP Comunicazione
CONTATTI


ATELIER di GIUSEPPE PONTICELLI


 Via Fiorentina, 56 - 53100 Siena (SI)

 contatti@giuseppe.ponticelli.name