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Still life in B&N.

Con la Nikon F, senza numero dopo la lettera “F”, la prima della serie, ho realizzato questi Still life in B&N

Corpo macchina Nikon F, pellicole sviluppate in camera oscura, tank Paterson e conta secondi con quadrante fluorescente e suoneria di fine tempo.

corpo macchina Nikon F, pellicole sviluppate in camera oscura, tank Paterson e conta secondi con quadrante fluorescente e suoneria di fine tempo

 

Ho usato una pellicola negativa Ilford FP4 Plus Black & White da 36 pose di ISO 125.

Ho fatto gli scatti in sala di posa al piano seminterrato.

Illuminazione:

– dietro al tavolo di Still life, in basso 2 bank fotografici quadrati affiancati su stativi da me progettati, molto bassi, con 1 lampada a fluorescenza ciascuno;
– al lato sinistro un bank rettangolare in verticale sempre a basso consumo con 2 accensioni;
– sopra su una giraffa un bank ottagonale con molte accensioni;
– a sinistra ed a destra due luci a led, da un lato più forte, messi di tre quarti in controluce per i contorni.

La luce aveva una temperatura colore mista di circa 5.000 gradi Kelvin.

Il giorno dopo ho sviluppato la pellicola in B&N nella camera oscura che allestisco nella zona dell’antibagno dell’ufficio.

Ho un piccolo ripostiglio dove ho l’ingranditore, c’è un mobile bianco dove tengo tutta l’attrezzatura di sviluppo e stampa, il piccolo spazio è a perfetta tenuta di luce, perché la pellicola si inserisce nella tank Paterson in assoluto buio.

Nell’antibagno chiudo la porta a 4 ante che comunica con la zona computer ed ottengo uno spazio sufficiente per sviluppare e stampare.

Accanto alla instattazione fotografica di “Aqua”, la mia seconda mostra fotografica, posiziono 2 caprette di legno sulle quali appoggio un piano di laminato bianco, tengo caprette e piano in bagno dietro la posta quando non li uso.

Una volta messa la pellicola nella spirale della tank al buio totale, si inserisce la spirale stessa, con la pellicola avvolta, nella tank dopo aver bloccato il tubo di inserimento con un anello, si avvita la tank e si mette il tappo, a questo punto si accende la luce e mi sono spostato dal ripostiglio all’antibagno.

Sul piano la tank chiusa, lo sviluppo, il fissaggio e l’imbibente preparato con un misurino con acidi diluiti in acqua, si sviluppa a 20° C / 68° F.

Sviluppo Ilfosol 3, diluito 1+9, 30 ml. in tank Paterson per pellicole 35 mm., con fotogrammi 24X36, tempo di immersine con rotazione della spirale, tramite un apposito tubichino, 4 minuti e 15 secondi.

Fissaggio Rapid Fixer, diluito 1+5 oppure 1+4, 50 ml. sempre nella stessa tank, tempo di immersione con la solita rotazione da 2 minuti a 5 minuti.

Imbibente, che serve per limitare la comparsa di gocce di calcare sulla pellicola quando si asciuga, 3 ml. per 1 litro, diluito con 350 ml. di questo sapone per acque particolarmente dure, come ci sono a Siena.

A questo punto ho messo la pellicola ad asciugare in bagno, appesa con degli appositi ganci con 2 pesi, 1 per attaccarla nella parte alta ed 1 per tenerla stesa in basso.

In bagno ho infatti un appendi biancheria pieghevole attaccato alla parete, dove metto ad asciugate le pellicole e le stampe.

Dopo ha asciugato il piano, ho messo ad asciugare anche tutto sul piano del lavandino per poi riporre tutto nell’armadio.

Dopo che la pellicola si è asciugata, la taglio tra un fotogramma e l’altro ogni 6 immagini.

Metto la pellicola nel mio scanner Epson Perfection V700 Photo, semi professionale.

13 pellicole nel mio scanner Epson Perfection V700 Photo, semi professionale e 24 fotogrammi nei fogli di archivio

 

Inserisco in delle apposite slitte le strisce di fotogrammi, 24 per volta e le blocco con le sue chiusure.

Faccio le scansioni dei negativi e salvo le immagini in TIF per lavorarle più tardi.

Ripongo le strice di pellicola negli appositi fogli da archivio che ripongo in un album ad anelli.

Ripeto la procedura per gli antri 13 fotogrammi, la pellicola è a 36 pose, ma ci è entrato un altro fotogramma, il 37°.

Dopo ritocco i file con il profilo B&N, tramite soprattutto il timbro clone di Adobe Photoshop CC.

Questi sono i risultati, i miei Still life

Variante 1: immagine con un bicchiere da spumante ed un’altro da degustazione per vino rosso con dentro e sotto lapis colorati.

variante 1: immagine con un bicchiere da spumante ed un'altro da degustazione per vino rosso con dentro e sotto lapis colorati

Scatto definitivo, lo Still life migliore in assoluto.

scatto definitivo, lo Still life migliore in assoluto

Variante 2: bicchieri riempiti di colore naturale per cibi rosso con aqua girata un grande stecchino.

variante 2: bicchieri riempiti di colore naturale per cibi rosso con aqua girata un grande stecchino

Variante 3: immagine simile allo Still life definitivo.

variante 3: immagine simile allo Still life definitivo

 

Stampa del positivo invece del negativo: immagine di Giuseppe Ponticelli, indegnamente ispirato ai lavori di Daniele Sasson.

Un’immagine di Daniele Sasson.

 

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2 commenti su “Still life in B&N.

  1. Molto interessanti, sia le foto che le procedure di sviluppo, sono azioni di altri tempi e credo che poche persone si dedichino a questa impegnativa procedura.
    Daniele ha passato giornate intere dentro la sua camera oscura, ogni volta cercando nuovi limiti da varcare e tecniche nuove da sperimentare.
    La figura che salta in quella immagine stampata da positivo sono io e l’emozione che provo a vederla in giro è grande.
    I tuoi lavori sono molto interessanti e degnissimi ed originali ispirazioni.

    1. Grazie Beatrice per i tuoi appressamenti.
      Ci sono stato anch’io con Daniele, io nella sua camera oscura della casa di San Rocco, la ricordo benissimo.
      Abbiamo stampato insieme molte foto in B&N, che ho ancora dopo tutti questi anni, alcune le ho incorniciate.
      Non ho però assistito a sue elaborazioni!
      È anche venuto a casa mia: nella stanza del cucito di mia madre Eloisa, oggi il mio studio, abbia realizzato insieme una foto di una chiarina del Palio di Siena.
      Mi era stata commissionata e la vendemmo bene. Mi feci prestare lo strumento musicale in un ufficio del Palio.
      Daniele la attaccò con fili da pesca, quindi invisibili, al soffitto; potrò luci fotografiche a luce continua.
      Facemmo più scatti in diapositiva a colori 123 mm.
      Pensa, è stato il mio primo Still life, la discipina che faccio dal 1986 ed da anni ho anche la mia sala di posa.
      Daniele ha ispirato soprattutto la fotografia artistica, la mia prima mostra è del 1985.
      Il mio nome e cognome di questo commento sono il link alla mia produzione di fotografia artistica, visitatela, ci tengo.
      Grazie Daniele ovunque tu sia!

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